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IL SANTUARIO:"La Madonna di Monterosso"
L'attuale struttura architettonica di questo importante luogo di culto è collocata, come prima esposto, in corrispondenza o nei pressi dell'antico "Castum Vetere", citato dal Mariti e dal Targioni Tozzetti. Sembra, infatti, abbastanza probabile che il Santuario della Madonna di Monterosso, opera che nonostante i vari rifacimenti conserva ancora un fascino particolare ed un perfetto inserimento ambientale, possa avere origini molto antiche e sorgere nel luogo ove fu collocata l'antica chiesa di "Castelvecchio". Un indizio di remote origini infatti, è una pietra conservata sul lato destro della facciata ovest dell'attuale fabbricato del santuario, ben squadrata con sopra scolpita una croce di tipo longobardo, riconducibile probabilmente, sia per forma che per stile, alla croce di Aginulfo o a certe croci del medesimo periodo conservate in grande numero negli antichi territori del patriarcato di Aquileia e Cividale e certamente facente parte di materiali di recupero reperiti in loco per i successivi restauri. Lo stesso documento della donazione di Enrico IV del 1186 al vescovo di Volterra fa riferimento in particolare ad una pieve di Castelvecchio insieme ad altre cappelle e oratori limitrofi, che ancora nel 1437 viene annotata nella visita pastorale del Vescovo di Volterra, Roberto Adinari, come nel comune di Terricciola ma nel piviere di Rivalto. Per la devozione popolare di cui ha sempre goduto tale luogo, già nel 1576 si dovettero erano avviare i lavori di ripristino dei muri esterni, e nella prima metà del 1700 invece, si dovette realizzare il bel porticato ancora esistente, poiché l’unica navata del Santuario non era capace di accogliere la numerosa popolazione, che giungendo dalle campagne e dal vicino abitato di Terricciola vi si riuniva, tutte le volte che si officiava una funzione religiosa in quella chiesa.
Il Santuario della Madonna di Monterosso ospitava al suo interno un quadro recante un'immagine mariana di pregevolissima fattura (secondo alcuni esperti sarebbe infatti da ascriversi all'esperienza artistico-giovanile del noto Masolino da Panicale), oggetto di ogni devozione nei tempi passati e datata 1409, che ora per ovvii motivi di sicurezza si trova trasferito altrove. I marmi che compongono l'altare in cui si incastra l'immagine della Madonna, sono opera del Solari di Carrara, mentri i restanti decorativi e quelli che rappresentano l'arme dei nobili Gherardi Del Testa, sono stati realizzati sempre nella seconda metà del '700, da Pietro Franzoni anch’esso di Carrara. L'interno dell'edificio è generosamente affrescato da decorazioni ottocentesche del Martelli.
Contributo di Lorenzo Bacci
Studente dell'Istituto Superiore di Istruzione Classica ed Artistica
G. Carducci Volterra
BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE
· Carlo Rossi -"Cronaca di un restauro". (Accademia Editoriale Pisa-Roma 2000)
· Piero Adorno, Adriana Mastrangelo - "Arte correnti e artisti" ( casa editrice G. D'Anna Messina-Firenze 1994 )
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