CONTRIBUTO DI CLAUDIA BELLINI
Vorrei concludere con delle notizie molto originali.
Delle fonti storiche ammettono che in epoca imperiale era di moda per le donne tingersi con l'henné i capelli, le ginocchia, i gomiti e le piante dei piedi (usanza che peraltro rimane frequente anche presso le donne arabe)
Commodo, l'Ercole romano, l'imperatore che amava i giochi gladiatori più di ogni altra cosa al mondo, spargeva polvere d'oro a piene mani sui capelli per far apparire la testa come cinta da un'aureola divina.
Plinio il Vecchio ci racconta che alle donne romane era vietato l'uso del vino.
Tant'è vero che gli uomini, per scoprire se le mogli avevano trasgredito alla regola, le baciavano.
E se scoprivano che le donne avevano bevuto del vino, le uccidevano con disinvoltura.

Per chiudere un pettegolezzo sugli uomini; gli uomini anche quando erano in casa dovevano portare sempre delle scarpe poiché le pantofole (socci) facevano l'uomo effeminato.
Tuttavia erano ammesse calzature con tacchi alti e zeppa in sughero; anche l'imperatore Augusto le portava per sembrare meno piccolo di quanto non fosse per natura.
Claudia Bellini; ultimo anno del liceo classico A. da Pontedera. Pontedera.