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GLI OROLOGI SOLARI ITALICO E BABILONICO
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In base al sistema di misurazione del tempo attualmente in uso, il giorno inizia nell'istante
in cui il Sole transita al meridiano inferiore, quando cioè è mezzanotte.
Per 24 ore la Terra gira su se stessa: dopo un giro di 180° il Sole
transita al Meridiano superiore, in direzione Sud; la direzione Sud è
quella che viene da noi normalmente definita "il nostro meridiano".
Dopo altri 180° conclude la sua rotazione ed è la mezzanotte successiva.
Ma non è sempre stato così. Infatti fino verso la fine del XVIII secolo
in quasi tutta l'Europa il giorno iniziava nell'istante del tramonto del Sole,
durava come oggi 24 ore ed al successivo tramonto scoccavano le ore 24 e le "0"
del giorno successivo. Questo sistema veniva detto "italico"
o "all'italiana".
In molte località, poi, si considerava inizio del giorno l'istante in
cui calava effettivamente la notte, e cioè circa
mezz'ora dopo il tramonto del Sole, alla fine del crepuscolo.
Ora tutti sanno che, in base al nostro attuale sistema, il Sole
tramonta ogni giorno in ore diverse e quindi non sarebbe stato facile utilizzare
con il sistema italico i nostri moderni orologi meccanici o digitali;
sarebbe stato possibile solamente se ci fossimo preoccupati di
rimetterli tutti i giorni per adeguarli all'ora corrente.
In pratica questo avveniva realmente ad opera del sacrestano che regolava
periodicamente l'orologio del campanile ponendo la lancetta sulle
12 nell'istante del mezzogiorno solare, quando cioè la Meridiana
indicava che il Sole si trovava esattamente alla metà
del percorso fra il sorgere ed il tramonto.
Parallelamente a quello italico esisteva in alcune località
europee un altro sistema detto "Babilonico". Con questo metodo
la giornata iniziava al sorgere del Sole e quindi era esattamente
speculare al sistema italico. Per inciso il nome non ha niente a
che fare con l'antica Babilonia, ma fu probabilmente attribuito da
qualche buontempone in relazione alla strana differenza di
questi orologi rispetto a quelli italici (più comuni).
Ma che aspetto avevano gli orologi solari italici e quelli babilonici?
Purtroppo fino ad ora non abbiamo mai scoperto Orologi di
questo tipo nella Valdera; tuttavia posso presentarvene uno
che si trova non troppo lontano, ed esattamente nel comune di Bientina.
L'ho fatto io, per motivi di studio, qualche anno fa
e su un unico quadrante sono disegnate sia le linee Italiche
(in nero) che quelle Babiloniche (in rosso). Entrambi gli orologi utilizzano
un solo Gnomone, in comune. Prima di parlare delle sue caratteristiche e di
darne la chiave di lettura desidero chiarire che in questi tipi di orologi
solari lo Gnomone contravviene (apparentemente) alla regola di
cui abbiamo parlato in precedenza, ed invece di essere orientato
parallelamente all'Asse terrestre è ortogonale al Quadrante;
l'ora non viene indicata dall'ombra di tutto lo Gnomone,
ma soltanto da quella della sua punta.
Questo tipo di Gnomone, che poi è un falso Gnomone, viene detto Ortostilo.
Vediamo ora i due orologi:
- L'orologio italico. Il Sole, quando tramonta, si trova esattamente
sull'orizzonte e quindi l'ortostilo proietta un'ombra orizzontale: sono le ore 24.
Nell'orologio in figura è tracciata la linea
(quella nera a destra) ma senza la cifra. Poi, scendendo,
vediamo le altre linee orarie, e cioè quella delle 23, delle 22, delle 21...
Quando l'ombra della punta dell'ortostilo tocca, per esempio, la linea
delle 22 significa che sono trascorse 22 ore dal tramonto del giorno
precedente e mancano due ore al tramonto di oggi. La fotografia è stata
eseguita un po' prima delle 15 Italiche e cioè
mancavano 24-15=9 ore (circa) al tramonto del Sole.
L'ombra termina poi abbondantemente al disopra della linea
equinoziale e questo ci dice che siamo all'incirca verso
il mese di febbraio o di novembre.
- L'orologio babilonico, invece, nonostante il suo nome, è di
lettura più intuitiva.
Infatti la linea orizzontale a sinistra
indica le ore Zero (o 24) e poi, con il trascorrere della giornata c'è
la prima, la seconda, la terza, e così via. Nell'istante della fotografia,
per esempio, l'orologio indica che si era vicini
alle 2 babiloniche, e cioè che il Sole era sorto circa due ore prima.
In entrambi gli orologi la linea verticale rossa,
indicata da una M, si riferisce al mezzogiorno solare,
all'istante cioè in cui il Sole transita in direzione
del punto cardinale Sud (Meridiano superiore).
Come si vede anche le linee solstiziali e la
linea equinoziale sono in comune. Talvolta oltre alla M,
è rappresentata anche una campanella, che vuol
ricordare al fedeli la preghiera dell'"Angelus".
Bene, arrivederci alla prossima volta, quando parleremo degli orologi più antichi.
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Roberto Cappelletti
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Roberto Cappelletti ha servito nella Marina Militare come ufficiale, lasciando il servizio
nel 1994 con il grado di Capitano di Vascello.
Da circa 15 anni si applica in maniera continuativa alla sua passione per le meridiane, che coltivava sin da giovane.
Nel corso di questa sua attività ha realizzato oltre ottanta meridiane, operando principalmente nelle provincie di Firenze, Pisa
Siena, Pistoia e Roma.
Socio dell'Unione Astrofili Italiani (UAI) è responsabile, nell'ambito del censimento nazionale
dei quadranti solari, per la Regione Lazio, regione Toscana e la Provincia di Pisa.
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PER INFORMAZIONI:
Roberto Cappelletti
Cell. 333 6479217
sisosi@tin.it
quadera@quadera.it
In rete:
Sezione Quadranti Solari dell'Unione Astrofili Italiani
quadrantisolari.uai.it
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