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Il 3 dicembre 2000, è stato inaugurato il restaurato Oratorio della "Madonna della Cava" a Casciana Alta, nel comune di Lari, chiesa nota in Valdera soprattutto per la celebrazione religiosa dell'Immacolata Concezione che è festeggiata, secondo tradizione, ogni anno l'8 dicembre, e che
ha sempre suscitato una forte attrazione su adulti e bambini per il clima festoso creato dalle bancarelle cariche di oggettini, giocattoli e dolciumi vari, disposte sui lati delle strade che convergono al "tempio".
L'opera di restauro della chiesa era opportuna: da tempo la caduta di pezzi di intonaco e affioramenti di muffe testimoniavano lo stato di degrado architettonico dell'insieme. L'interno appariva infatti danneggiato con presenza di chiazze di umidità su arredi, decorazioni e dipinti. Occorreva mettere mano in modo appropriato e competente per risanare questa interessante costruzione architettonica.
L'intervento di restauro dell'Oratorio, che è durato circa un anno, è stato possibile grazie alle sponsorizzazioni di istituti di credito ed enti pubblici, compresa l'amministrazione comunale di Lari. L'architetto Alberto Arrighini di Ponsacco, affiancato da maestranze qualificate, ha diretto i lavori, in accordo con la Sovrintendenza ai Monumenti di Pisa.(1)
Leggenda e storia si intrecciano sulle origini della chiesa. Sembra che su questo luogo si trovasse un'antica edicola con l'immagine della "Madonna col Bambino" chiamata appunto "Madonna della Cava",(2) affrescata da mano ignota, risalente circa al XIV-XV sec. Questa immagine sacra, divenuta sempre più famosa per i molteplici miracoli, è all'origine dell'edificazione dell'Oratorio, tra il 1 500 e il 1600, da parte della "Compagnia di S. Giuliano" (3) operante nel territorio larigiano, che, grazie alla grande devozione e al forte impegno economico, si dedicò alla sua costruzione.
Così l'affresco dell'edicola fu inserito nell'interno della chiesa e successivamente incastonato al centro dell'altare. La pianta centrale dell'edificio sacro di forma ottagonale, composta da tre parti perfettamente unite tra loro, porticato, corpo centrale e coro, trova la sua ragione, oltre che nella rievocazione della classicità rinascimentale, anche nel richiamo alle Sacre Scritture e alle teorie di forme e, geometrie architettoniche, in cui la perfezione era considerata come cosa divina.(4)
Nella seconda metà del '600 l'edificio venne completato con due sacrestie laterali nella parte absidale e la chiusura della torre campanaria e nei primi decenni del '700, grazie al probabile intervento dell'ingegnere e architetto Antonio Ferri, l'Oratorio assunse l'aspetto attuale con l'apertura delle finestre sul tamburo terminale. Contemporaneamente venne impreziosito con decorazioni interne e con un ciclo pittorico costituito da sette tele di diverse dimensioni, raffiguranti eventi sacri e miracolosi riferiti alla vita della Madonna, affrontati e risolti con un linguaggio artistico tardo barocco dal pittore fiorentino Antonio Domenico Bamberini, tele che prima del restauro, erano in massima parte illeggibili.
Nella seconda metà del '700 l'Oratorio venne arricchito dal sobrio coro ligneo e dal prezioso altare barocco progettato dall'architetto Melani di Pisa.
Questa chiesa collocata sotto la Diocesi di S.Miniato sin dal 1700, è stata gestita prima dall'Opera della Madonna della Cava", poi da una "Deputazione" (5), composta da notabili di varie famiglie. Informazioni sull'Oratorio si possono trovare anche nell' "Odeporico" del Mariti del 179 I.
Verso la fine dell'800 furono fatte nuove aggiunte decorative all'esterno.
Nel restauro attuale sono stati seguiti criteri diversificati: per l'interno è stata recuperata tutta la parte decorativa e pittorica relativa al settecento. Sono state tolte le stratificazioni successive. Invece per l'esterno è stata recuperata l'ultima aggiunta decorativa che risale all'ottocento, compresa la elegante cancellata in ferro battuto intorno al porticato d'accesso dell'Oratorio.
1 - Hanno collaborato ai lavori di restauro gli architetti Annamaria Palumbo, Gianluigi Arrighini
e per conto della Sovrintendenza ai Monumenti di Pisa il funzionario arch. Rosa Mezzina.
Le tele dei pittore Domenico Bamberini sono state restaurate dalla prof.ssa Maria Teresa Leotta, l'affresco della "Madonna della Cava", di autore ignoto, è stato restaurato da Federico Gelli, gli arredi del coro sono stati ripristinati da Macchi di Ponsacco, infine gli infissi da Macchia di Lari.
2 - L'affresco eseguito su un supporto murario in laterizio, è stato poi inserito al centro dell'altare in una preziosa cornice in legno dorato di stile barocco. Il restauro ha recuperato l'antica immagine sacra grazie all'asportazione delle ridipinture che la coprivano, ed ha portato in evidenza gli antichi cromatismi. La "Madonna della Cava", di autore ignoto, rievoca modelli quattrocenteschi, sia nella tridimensionalità delle masse corporee, sia nella composizione piramidale. L'immagine sacra, importante sul piano devozionale, non è pienamente risolta sul piano artistico, come risulta dall'inclinazione innaturale dei volti, in particolare quello del Bambino fuori proporzione rispetto al corpo.
3- La "Compagnia di S. Giuliano", per la realizzazione dell'opera, si tassò ogni anno dal 1586 al 1606.
4 - L'Oratorio, a pianta ottagonale, presenta lo stesso modulo nelle sue varie parti,
dal porticato al corpo centrale, dal coro al tiburio.
Nella seconda metà dei 1600, durante i lavori di completamente, vennero chiuse tre arcate nella parte absidale per l'inserimento delle due sacrestie laterali.
5 - Le nomine alle famiglie notabili per la "Deputazione" erano fatte dal vescovo di S. Miniato.
Fatti d'Arte a cura di Africano Paffí.
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