Tutti gli strati sociali del paese vengono interessati nella ricerca delle tradizioni
e questa smania alla quale nessuno sfugge, crediamo che nessuno
meglio degli alunni delle scuole elementari di Chianni riesca a spiegarla.
Le scuole elementari di Chianni, infatti, si interessarono due anni or
sono della festa, lasciando liberi gli alunni di esprimere i loro pensieri che noi,
oggi a distanza di due anni, in questa pagina abbiamo ripreso in considerazione.
Anche i ragazzi infatti non possono non risentire del clima che
tutto di un colpo anima il paese e i loro cuori si animano di sensazioni per tutto l'anno rimaste sopite.
A noi sembra che l'analisi attenta di queste sensazioni ci permette di osservare che l'idea che
i ragazzi hanno di questa festa è molto diversa da quella che noi abbiamo somatizzato.
Non vi sono qui toni diseducativi e dispregiativi per l'animale; verso il quale si
manifesta anzi quasi un culto che ricorda abbastanza da vicino un
culto animista simile a quello dei pellirossa per il bisonte.
Il cighiale diviene quasi una divinità dei boschi che si fa catturare, come il bisonte,
per regalare la festa ai ragazzi ed insieme ad essa tante cose; non la caccia, non solo la tavola,
come penseremmo noi grandi, ma soprattutto un giorno di divertimento, un giocattolo
nuovo e infine anche la possibilità di raccogliere fondi per scopi benefici.
Quanto sopra forse riesce più di tante parole a far capire come questo
paese vive la sua festa (non religiosa) per antonomasia e lo spirito che la anima.