L’antico Castello di Montevaso dominava un tempo le colline tra il torrente Sterza e l’alto corso del fiume Fine.
Menzionato per la prima volta in un documento del 30 aprile 780 (Pisa, Archivio Arcivescovile) fu nel corso dei secoli oggetto, per la sua posizione geografica di confine, di continue controversie tra la Diocesi di Pisa e quella di Volterra.
Ne fanno fede una serie di documenti, riguardanti vendite di beni e assegnazioni di terre da parte dei due potentati religiosi, che si collocano in un periodo compreso fra il 1150 e il 1199.
A partire dall’inizio del XIII secolo anche la Repubblica di Pisa avanzò diritti e privilegi sul Castello e probabilmente fu proprio quest’ultima ad esercitare un’effettiva egemonia su Montevaso fino al 1406, anno del suo abbandono a seguito della caduta in mano fiorentina.
Oggi, a quasi sei secoli di distanza da quella data, i tratti della doppia cinta muraria ancora in piedi riescono a dare un’idea di quella che doveva essere l’imponenza e l’estensione del Castello, anche se incuria ed abbandono pregiudicano ogni ipotesi di valorizzazione e di sfruttamento della località a fini turistici.
E’ auspicabile che in un futuro prossimo gli Enti interessati e le Autorità preposte si attivino perché non vada irrimediabilmente perduta un’importante parte del patrimonio storico-artistico della Valdera.
Fabio Bonechi
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