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... articolo di Piero Cappelli pubblicato nel '95 in "PRO LOCO - Casciana Terme"
Se ne stava lì sul palco a recitare come suo solito nell'anfiteatro,
alla presenza di Diocleziano in atto di parodiare il battesimo cristiano,
con lazzi volgari e giochi di parole. Toccato improvvisamente dalla Grazia,
chiese di essere battezzato per davvero, e fu battezzato miracolosamente da un angelo.
Condannato allora al supplizio, morì martire.
La Passiones, cioè il racconto delle sofferenze che questi
martiri hanno subito, presentano tali analogie da far sospettare la critica che sin tratti
di fatto di un unico personaggio storico, variamente poi elaborato secondo i luoghi.
La Passio S.Genesii mimi, tramandataci in due versioni diverse sembre poi ricostruita
una terza volta nel secolo IX da Adone, Vescovo di Vienna.
Successivamente San Genesio mimo è protettore degli artisti di teatro
e la sua festa è il 24 agosto.
Ma tutto questo che cosa ha a che vedere con Casciana e la Festa di San Genesio?
Occorre recuperarne la storia del perchè si celebri questa festa nella nostra cittadina.
Esattamente 274 anni fa, il 12 agosto 1721, l'abate Antonio Francesco Palmerini, patrizio pisano,
arciprete del capitolo della Primaziale, protonotario apostolico dell'arcivescovo di Pisa,
ha estratto da una teca di stagno, ben chiusa e munita del sigillo della famiglia illustrissima
De Cosani e accompagnata da una lettera autentica, una particella delle ossa di San Genesio Martire
e l'ha riposta in una cassetta di legno rivestita di seta rossa segnandola in due parti col sigillo su
ceralacca.
L'ha poi consegnata al Signor Giuseppe Agostino Gani con la facoltà di tenerla per sè,
donarla e disporla alla pubblica venerazione. Il perchè avvenga ciò rimane misterioso,
ma si viene a sapere dagli atti ritrovati presso gli archivi ecclesiastici della zona, che il Signor
Giuseppe Gani, livornese, tre mesi dopo, dona la reliquia al reverendo padre Francesco Gaspare Orlandi
minore francescano osservante dal Bagno ad Aqui e questi dona a sua volta alla Compagnia
dei SS. Martino e Genesio "togliendo tuttavia il privilegio di donarla ad altri, ma
coll'intenzione che sia conservata nella chiesa".
La reliquia fu consegnata al sacerdote Giacomo Maria Sammuri, cappellano di detta
confraternita. Dato presso il convento di Maria Immacolata di Livorno il 13 dicembre 1721.
Solo dopo ben otto mesi e cioè il 20 agosto 1722, avviene ufficialmente il passaggio dal Cappellano Sammuri
al governatore della Confraternita di San Martino. E così la reliquia di San Genesio venne da allora
collocata insieme a quella di San Vincenzo e di San Costanzo Martiri, che già erano presenti,
dentro un reliquario dorato di legno, chiuso da cristallo nella parte anteriore e coi "nostri
sigilli sulla parte posteriore e concediamo che tali reliquie siano esposte all'adorazione dei fedeli".
E così sono a tutt'oggi.
Da allora la festa consisteva solo in una manifestazione di tipo religioso con preghiere, suppliche e processioni. E così
è stato per ben 233 anni, quando un egregio cascianese, Lidamo Ciurli, divenuto presidente dell'Azienda
Autonoma di Cura e Soggiorno nel 1955 decise di organizzare una festa in
occasione di San Genesio, il 25 di agosto.
E si domandò, che festa fare?
Visto che il Ciurli era un maestro elementare e ha sempre avuto la gran bella passione, anche riuscita, di volersi
occupare, ed anche bene, dei bambini, decise di dedicare la festa di San Genesio ai bimbi chiamandola
"Festa dei Bimbi".
coinvolse i ragazzi dei paesi vicini organizzando una parata in costumi medievali dove un Gran Ciambellano
del Regno dei Bimbi invitava,
con una letterina tutti i coetanei della zona a venire a Casciana in quest'occasione.
Si chiama Ciambellano come il dolce tipico che si continua a fare in quell'occasione: tondo con
il buco in mezzo e farcito di canditi e uvetta. Il primo gran ciambellano della storia cascianese è stato un certo Balducci Daniele,
che oggi è maitre d'hotel a Londra.
Ma che cosa fare per organizzare una festa per i bimbi?
Allora Lidamo inventò di dare un palloncino ad ogni bambino che venisse a Casciana in quel giorno e che gonfiato con il gas, poteva
volare lontano. E l'impegno di ogni bambino era quello di attaccare
al filo del palloncino un Messaggio della Bontà indirizzato a chiunque
l'avesse ritovato esanime.
Fu costruita dai cascianesi una mongolfiera artigianale che però non dette buoni risultati
e infatti finì sul tetto dell'Hotel Vittoria, incendiandosi. Allora ci si organizzò
al meglio per l'anno successivo: si presero contatti con un certo Guerrini di San Marcello Pistoiese, il quale
fece avere a Casciana una mongolfiera di 17 metri e con un volume di 360 metri cubi.
Bisogna accennare che a San Marcello avevano la mongolfiera in quanto qualcuno ritrovò
in una cartiera della lucchesia i disegni di un progetto stilato dai fratelli Mongolfier in quanto erano
giunti apposta dal loro paese per scoprire una carta leggera ma resistente adatta per la loro
mongolfiera.
Fu poi, lui stesso, il Guerrini a venire ai Bagni a farla partire per la prima volta dalla piazza
Garibaldi dove da allora fu invitato il Vescovo di San Miniato per
benedire bimbi, palloncini e buccellato.
La manifestazione fu ripresa dalla TV e trasmessa a "Campanile Sera", una trasmissione che andava in onda pochi
minuti prima dell'unico telegiornale delle ore 20, sull'unico canale italiano di allora.
L'evento creò malumori a San Marcello perchè lì la tv non era mai
andata nonostante una tradizione più antica. Ma la polemica si placò perchè la lontananza dei
due paesi e la diversa attività locale non poteva portare a concorrenza.
Allora il Guerrini mandò ai Bagni di Casciana altre 10 mongolfiere ad un prezzo
eccezionale. La sera del 25 agosto tutti i bambini partecipavano alla selezione regionale di quelli
più bravi nel canto. Lo spettacolo era curato personalmente dal Mago Zurlì
con Errichetto al fine di trovare i finalisti per lo Zecchino d'Oro a Bologna.
Da alcuni anni Casciana ha il ricordo della mongolfiera gigante. Le notizie che allora
giungevano erano quelle di aver ritrovato la mongolfiera e i palloncini quando in Corsica,
quando anche in Jugoslavia e il fortunato trovatore riceveva in regalo una bella macchina fotografica.
Piero Cappelli, da "PRO LOCO Casciana Terme '95" |
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