Alcuni, sembrano preoccuparsi perchè non
hanno notizia di una residenza degna di cotanto personaggio, la tradizione vuole che
essa dimorasse presso la rocca di Montanino, ma se ciò non fosse si ricordi
dell'importanza della Badia di Morrona che avrebbe potuto tranquillamente
ospitarla ed anche dei suoi stessi possedimenti, tra cui
proprio quello della rocca di Montanino, infatti, continua
il Caciagli: "…… la leggenda si è
impossessata assai presto di quell'evento, non solo attribuendone
il merito [della scoperta delle acque] alla celebre
contessa Matilde Di Canossa, che è probabile
sia venuta talvolta a soggiornare nell'importante
rocca di Collemontanino [della quale riparleremo],
ma arricchendo addirittura l'episodio con un alone di fiaba,
del resto secondo l'uso dei tempi……".
Lo stemma del comune di Casciana prende infatti
spunto proprio dalla leggenda del merlo: un piano
sassoso dal quale gorgoglia una sorgente d'acqua
calda circondata da un
canneto, su cui si libra un merlo.
Pochi anni più tardi a parlare
in modo chiaro delle virtù delle acque termali di Bagno ad Aqua fu un personaggio
particolare che conosceva assai bene questi luoghi, questi fu un certo Bernardo che
resse dal 1133 al 1137, per l'Arcivescovo di Pisa, come Visdomino, il castello di Montevaso
era un monaco Cistercense in un monastero presso (San Rossore) vedi
bibliografia " Chianni momenti di storia".
Quello che sappiamo di questo personaggio è che infine salì il soglio Pontificio
con il nome di Eugenio III. Una sua importante bolla del 1148 oltre che confermare i
possessi alla badia di Morrona sulla corte di Aqui, pone in chiaro risalto le virtù
terapeutiche di queste acque termali specie per le malattie cutanee.
Chiaramente si tratta in assoluto del più antico documento in materia ed in particolare ove si tratta delle
acque termali di Casciana.
In effetti il primo impianto ottimizzato per le cure
termali a Casciana risale al 1313, a quando FEDERICO DA MONTEFELTRO,
figlio del più celebre GUIDO, per la sua autorità di Signore Generale di Pisa,
fece erigere il Bagno ad Aqua rispettando gli stessi criteri
architettonici dei Bagni di Pisa ossia di Monte Pisano
(di San Giuliano)………
Per concludere, non essendo storici ci possiamo permettere
il lusso di una libertà interpretativa distaccata dalla
rigida necessità di documentazione.
Per noi la leggenda non ha poi caratteri estremamente fantasiosi.
La guarigione delle malattie della pelle
di un animale avvenuta in acque le cui proprietà erano
già note, possono convincere
chi la vede direttamente, più che delle molte
voci che vengono riferite, ci sembra logico che la Contessa,
vista la rapida guarigione di un animale (non importa se falco, se merlo o se cane),
decidesse che tali acque dovessero essere preservate, cioè
tolte dal degrado in cui probabilmente si trovavano (si ricorda
" Castellum di Vivarium cum pantanum").