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I RITROVAMENTI NEL TERRITORIO CASCIANESE
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Il territorio Cascianese si è dimostrato interessante, dal punto di vista archeologico subito dopo
le prime ricognizioni che il gruppo Archeologico Tectiana ha effettuato nel 1997. Durante una escursione del gruppo agli inizi della primavera del
1998 è capitato di introdursi in un piccolo appezzamento di terreno che ispirava la fantasia e faceva compiere un viaggio all’indietro
nel tempo sino ad alcune migliaia di anni or sono. Dopo poco tempo viene raccolto un frammento di diaspro rosso fegato con evidenti ritocchi non casuali e senz'altro opera di un essere intelligente così la sensazione prima descritta non è più tanta fantasia: “si trattava di una scheggia di selce ritoccata ascrivibile al Paleolitico superiore”. Memori di quei pochi elementi che si imparavano nei banchi di scuola a proposito della preistoria tale periodo ci appariva lontano nel tempo e nello
spazio, invece con meraviglia apprendiamo direttamente che la preistoria ci è lontana solo nel tempo. A questo punto cerchiamo maggiori
informazioni nelle biblioteche di e ci siamo accorti che altri ritrovamenti erano stati fatti prima di allora. Citiamo per prima una pubblicazione di Dani e Paolo Giunti collaboratori dell’Università di Pisa e di Siena la quale parla di un ritrovamento denominato appunto Dani-Giunti presso Casciana Terme. L’inserto porta il seguente titolo “ Un’industria aurignaziana presso Casciana Terme” ed è pubblicato sulla “Rivista studi per l’ecologia del Quaternario” Volume 17 anno 1995. Il contenuto in breve è il seguente:
A Casciana Terme su un terrazzo fluviale situato sulla riva destra del rio Caldana situato a una quota 150 155 metri sul livello del mare è stata ritrovata una industria litica di circa 100 metri quadri di superficie. I ritrovamenti sono composti da 21 strumenti, 232 schegge non ritoccate e 54 nuclei di materiali vari: quarzite, selce e diaspro rosso bruno.
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